INAIL: VI Rapporto MALPROF

Giunto alla sesta edizione, il Rapporto MALPROF 2009-2010 è il principale risultato, in termini di trasferimento delle conoscenze del Sistema di Sorveglianza Nazionale sulle Malattie Professionali.

La sua finalità principale è lo studio dell’insorgere delle patologie lavoro-correlate in relazione a specifiche attività professionali e condizioni di lavoro, in modo da individuarne le più idonee misure di prevenzione. Il Sistema si basa su uno schema ‘omogeneo’ di rilevazione e rappresenta un modello per la standardizzazione delle informazioni acquisite con lo scopo di fornire dati statisticamente comparabili e confrontabili su tutto il territorio nazionale.

I casi registrati nel sistema dai Servizi PSAL della Regione Lombardia sono 3.474 nel 2009 e 3.444 nel 2010, con un lieve incremento rispetto al biennio precedente (3.162 nel 2007 e 2.991 nel 2008).

Per la prima volta dalla istituzione del registro, la ASL di Brescia non è la ASL con il numero più elevato di segnalazioni, superata sia nel 2009 che nel 2010 dalla ASL di Bergamo, non solo in termini assoluti, ma anche come tasso di incidenza sulla popolazione residente (95,2 casi ogni 100 mila residenti nel 2009 e 92,7 nel 2010, nettamente superiore al tasso medio regionale di 34).

Anche per il 2009 e il 2010, come per il biennio precedente, si osservano forti differenze tra i territori delle ASL dell’incidenza dei casi segnalati, non solo, in alcuni territori esistono nette differenze tra i due anni in questione.

Il fenomeno non sembra spiegato dalla sola differenza nella composizione del tessuto produttivo delle diverse aree territoriali, ma anche da una diversa “capacità” del sistema sanitario globalmente inteso (medici competenti, medici di medicina generale, Istituti di medicina specialistica, servizi SPSAL) “a scoprire” il fenomeno.

La classe di età più colpita è quella dai 30 ai 49 anni con il 41,8% dei casi ne 2009 e il 40,4% nel 2010. Nelle classi più giovani prevalgono patologie con più breve periodo di latenza, come patologie infettive ed allergiche, mentre le patologie a lunga latenza, quali i tumori, compaiono soprattutto nelle età avanzate

Per la prima volta le ipoacusie sono meno della metà dei casi totali segnalati, rappresentando il 45,9% del totale dei casi nel 2009 e il 40,9% nel 2010.

Le altre patologie che con maggior frequenza sono state segnalate, sono casi di WMSDs (Work related Muscolo-Skeletal Disorders) che rappresentano il 27,4% del totale nel 2009 e addirittura il 35,6% nel 2010. I tumori sono il 13,3% nel 2009 e il 12,1% nel 2010. Con minor frequenza sono segnalate patologie dell’apparato respiratorio, escluse le forme tumorali, che costituiscono il 6,1% nel 2009 e il 4,6% nel 2010. Le malattie della cute si attestano intorno al 3%, come nel biennio precedente.

La nazionalità dei lavoratori interessati al fenomeno delle malattie professionali è italiana per l’88,7% nel 2009 e per l’89,8% nel 2010, ridotta quindi di qualche punto percentuale rispetto al biennio precedente. Il che sta a significare che sono aumentati i casi di malattia professionale a carico di lavoratori stranieri: probabilmente ciò è dovuto ad un aumento dei lavoratori stranieri in Italia, soprattutto in settori maggiormente a rischio.”

Image URI: http://mrg.bz/tw3Zne

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