Medico del Lavoro come Consulente Globale

Medico Consulente Globale BG

Il Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia nel Volume XXXV n.1 pubblica un importante intervento di Pietro Apostoli, Ordinario di Medicina del Lavoro presso l’Università di Brescia e Presidente SIMLII e di Marcello Imbriani, Ordinario di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Pavia, Presidente Associazione Lombarda di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale.

L’intervento ricorda che da tempo la Medicina del Lavoro che “comprende discipline molto diverse, quali la Clinica Medica, l’Igiene Industriale, la Tossicologia, l’Ergonomia, la Psicologia del Lavoro” è stata costretta “ad un vero e proprio inseguimento delle subentranti leggi, dal 626/94 al 106/09″ che hanno ridimensionato le professionalità ed esaltato la prevalente applicazione di leggi.

“Il Medico del Lavoro può fornire un contributo essenziale cercando di inserire la prevenzione in modo adeguato e fin dall’inizio nella trasformazione in atto. Potremmo ad esempio accreditarci come coloro che garantiscono ai nuovi modelli tecnologici, organizzativi, produttivi gradi adeguati di prevenzione, sicurezza e promozione della salute in modo che una volta avviati non si trovino da subito a fare il conto con disturbi – disagio – malattie – infortuni.
Dovremo essere in grado di formulare proposte per l’aggiornamento della normativa vigente e il miglioramento della sua fase applicativa mediante un dialogo costante, possibilmente formalizzato, con soggetti istituzionali, volto a valorizzare la professionalità dei medici del lavoro. Tali proposte potranno riguardare i criteri di prevenzione nei nuovi contesti lavorativi, proponendo modelli di valutazione dei rischi e di sorveglianza sanitaria efficaci in nuovi ambiti organizzativi e tecnologici.
Nella definizione delle attività proprie della MDL si deve in ogni caso partire da un aggiornamento dei principi della Disciplina che si possono sintetizzare in:
• Riconoscimento della rilevanza dell’attività lavorativa per lo stato di salute.
• Identificazione dei fattori di rischio ambientali, sociali e personali e delle loro interazioni.
• Valutazione dei rischi per la salute.
• Informazione e formazione sui rischi, sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e promozione della salute.
• Sorveglianza sanitaria dei gruppi di lavoratori esposti.
• Diagnosi di alterazioni precoci dello stato di salute individuale.
• Diagnosi e trattamento di patologie occupazionali e lavoro-correlate.
• Riconoscimento e controllo dei fattori di suscettibilità individuale (congeniti e acquisiti).
• Valutazione (e prevenzione) degli effetti avversi di esposizioni lavorative in affezioni non correlate
con il lavoro.
• Trattamento terapeutico-riabilitativo.
• Reinserimento lavorativo, terapia occupazionale”

Image URI: http://mrg.bz/tBls9A

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